INIZIO CON L’ULTIMO POST CHE RIASSUME LA PARTE FONDAMENTALE DEL LIBRO: UN BIGINO.
PREMESSA
Dopo due anni e mezzo dedicati quasi esclusivamente al COVID-19 ho deciso di fare questo ultimo post, un riassunto dei punti più significativi partendo dai primi due post datati 30/03 e 07/04 del 2020. In pochissime pagine ho cercato di evidenziare le problematiche e i miei dubbi rimasti sinora tutti irrisolti.
Il post aprirà la settima edizione del mio libro con il sottotitolo “BIGINO COVID”.
Il lavoro che ho fatto mi ha lasciato una grande delusione, mi sento un corpo estraneo in questa nuova società, non riesco a cogliere appieno il tanto citato progresso, indiscutibile dal punto di vista scientifico e tecnologico, ma che mi sembra avere un unico scopo: il denaro.
Nel 1991 ho scritto un libro “IL FINE E LA FINE”, l’ho ripubblicato integralmente trent’anni dopo e, visto che le mie speranze sono fallite, ho ipotizzato una nuova soluzione.
Quella di trent’anni fa era fantastica, nata da un sogno: una grande riunione di esperti stava cercando di riuscire a por fine al crollo delle nascite, che aveva raggiunto il 90% della popolazione. Una mega pandemia. Propongo di analizzare le zone dove il crollo è stato massimo e improvvisamente una voce dà la spiegazione: “ovuli e spermatozoi son diventati consapevoli di sé e si rifiutano di unirsi se chi li genera non sa amare e non solo di amore duale, ma anche sociale”. Ho pensato alle conseguenze e mi sono reso presto conto che, dopo un secolo, sarebbe stata la salvezza dell’umanità perché il denaro sparisce e si ha una drastica diminuzione della po-polazione. La nuova soluzione che ho proposto per raggiun-gere lo stesso risultato purtroppo non può che essere il record mondiale dell’utopia.
A questo punto non mi resta che convogliare i miei interessi alla tecnologia. Prima di tutto completare il lettino miometrico che ha lo scopo di misurare l’elasticità muscolare per porre fine agli infortuni muscolari sempre più frequenti in Italia e di salvaguardare i giovani potendo analizzarli individualmente.
Il secondo impegno riguarda il calciatore Salvatore Molina. L’attuale filmato è troppo lungo, ne voglio fare uno molto più breve così che sia reso pubblico questo “miracolo di Laura” che dopo sette mesi di cure con le sole mani, aiutata da 4 o 5 suoi collaboratori, gli ha consentito di tornare a giocare e oggi è al Monza (in serie A).
Il terzo impegno è il mio desiderio di coinvolgere Laura per spiegare come mai in Italia, soprattutto nel calcio, si ha un numero molto alto di infortuni muscolari per un eccessivo potenziamento, in particolare dei flessori.
BIGINO SUL COVID
EPIDEMIA O PANDEMIA IN ITALIA?
Questa ricerca riguarda l’Italia. Il regolamento (UE) 2017/46 (pag. 112) del Parlamento Europeo P112 introdotto da una legge europea, ha consentito al tampone molecolare di essere l’unico ad ottenere la validazione. Subito dopo la stessa legge stabilisce che il regolamento per ricerche analoghe sarebbe entrato in vigore dopo 5 anni. In pratica non diventava possibile approvare altre soluzioni con gli stessi scopi. Chi ha fatto il regolamento?
All’inizio del 2020 da più parti è stata fatta presente la necessità di modificare i criteri per la definizione di pandemia che ha portato il 2 aprile 2020 l’OMS a introdurre ufficialmente il nuovo criterio e dichiarare la pandemia mondiale in particolare per il Covid-19. In Italia c’erano soltanto tre focolai.
L’unico strumento ufficialmente utilizzato per definire se il paziente avesse il Covid (a un livello di pericolosità) era soltanto il tampone molecolare che, essendo dipendente dall’operatore della PCR, poteva dare soltanto l’informazione: contagiato o non contagiato subito trasformato in ammalato o sano, per spaventare la gente. Un grande aiuto sarebbe potuto arrivare al contagiato dal test sierologico da fare alla fine della quarantena di 15 giorni (pag. 8). Purtroppo fu indetta una gara internazionale che è finita assurdamente nel nulla e il test siero-logico non è stato validato dal punto di vista medico; lo si può acquistare in farmacia ma a uso soltanto personale. Sarebbe potuta essere la conferma della presenza del virus attivo.
A questo punto è logico chiedere: quali dati sono stati inseriti per il calcolo di RT? Nell’aprile 2020 (pag. 42) c’era a disposizione, quale unità di misura, soltanto il tampone molecolare: il cui risultato, positivo o no al contagio, non può dare alcuna certezza proprio perché dipende dalla variazione dei cicli di ampliamento della PCR determinati dall’operatore. Per tutto l’anno 2020 è stato dichiarato (Commissario Arcuri) che si aveva il 5% di ammalati e il 95% di asintomatici, senza chiarire come facevano a calcolare questi dati.
Un’altra domanda fondamentale: come mai i dati del calcolo di RT sono stati secretati? Non si capisce per quale tipo di privacy. Si potrebbe però rimediare ancora facilmente rendendo pubblici i calcoli che dall’inizio della pandemia che sono stati certamente archiviati: sarebbe così smascherata la truffa.
Il tampone molecolare ha poi causato un’altra serie di guai (pag. 8). È sufficiente utilizzare un nuovo strumento di misura: il test rapido antigenico di nuova generazione, attendibile al 99%, così si verificano risultati molto inferiori di positività, dieci volte tanto. La conferma era chiaramente visibile ogni giorno nel grafico televisivo (bianco + nero); poi è stata eseguita, non si sa perché, la somma dei due valori e per di più è stata fatta la media; non si è assolutamente capito con quale scopo.
Tutte le speranze sono state riposte nei vaccini. È importante capire che il vaccino non può guarire nessuno, il vaccino dovrebbe essere utilizzato per non prendere il virus ma questi “vaccini” non lo garantiscono. Si è arrivati a ripeterli sino a 4 volte, e ora si parla della quinta e anche della sesta inoculazione e la durata dell’immunità che va sempre riducendosi senza garanzie di non essere più contagiati o di contagiare. Stranissima è stata l’iniziale gestione dell’immunità perché i dati hanno subito variazioni imposte dalla realtà e il colmo è stato raggiunto quando dopo aver fatto il terzo vaccino è stato confermato un intero anno di immunità.
Chiunque, contagiato dal virus, vaccinato o no, ha dovuto ricorrere alle cure per la guarigione che in Italia sono state boicottate con ogni mezzo. Per un ammalato grave le cure venivano fatte in ospedale. Molti di più sarebbero guariti se fossero state chiaramente autorizzate le cure domiciliari rendendo facile ad esempio l’acquisto dei monoclonali (ancora oggi difficile) e di molti altri farmaci o rimedi idonei. Invece sono stati denunciati i medici che hanno avuto il coraggio di applicare le cure direttamente, ottenendo tantissime guarigioni.
Il dubbio è che ci sia il già citato sistema assurdo per definire “la pandemia mondiale” (impossibile da dichiarare senza gli imbrogli effettuati).
Veniamo ai giorni nostri.
Con l’estate si hanno sempre segnali confortanti ma ora con interpretazioni molto pericolose. Il primo indiziato è Omicron. Non si è capito sinora se il vaccino attuale sia stato utile anche per l’Omicron nelle due varianti conosciute; in quanto ora, a quanto pare, ci sono altre tre varianti e che Pfizer abbia in preparazione un nuovo vaccino. Molti sono stati contagiati dall’Omicron e sono facilmente guariti, si sa che la letalità è molto bassa, imparagonabile a quella del Covid-19. È inconcepibile parlare di pandemia per quanto riguarda Omicron, è una semplice epidemia facile da curare.
Analogo discorso va fatto per il Vaiolo delle scimmie perché è stato subito dichiarato che sia una situazione molto simile a quella dell’Omicron; si guarisce facilmente e inoltre la diffusione è molto più difficile, per cui, crolla la possibilità di una ulteriore dichiarazione del trionfo pandemico.
Sintesi: occorre che la PCR non possa essere autorizzata come strumento di valutazione se non è stato legittimato il test siero-logico con l’obbligo di effettuarlo, ai contagiati, alla fine della quarantena.
È fondamentale che vengano abolite le secretazioni quando non è coinvolta la persona e che non accada più che non ci siano forniti dati “per ragioni militari”: Ridicolo.
IL FUTURO
Il prezzo che è stato pagato per la dichiarazione di pandemia è stato enorme da ogni punto di vista. Si è subito imposto il “tutti a casa” e ogni attività pubblica e privata è andata in crisi. Il valore di RT è diventato la nostra ossessione!
Gli errori però possono essere utili per non ripeterli e la soluzione può essere: proibire l’utilizzo del tampone molecolare per identificare chi ha realmente contratto il virus. Il test rapido antigenico di nuova generazione consente di avere risultati molto precisi, rapidissimi e a basso costo. In internet si può vedere l’elenco delle società (in inglese) che sono state certificate per questo tipo di test; un elenco lunghissimo che fa riferimento soltanto al coronavirus Sars-Cov-2. Non si trovano elenchi per Omicron ed è chiaro che è stato usato lo stesso test del covid-19. Con le cinque varianti Omicron può darsi che si avrà un elenco di produttori di questi nuovi test rapidi antigenici in attesa, come già annunciato da Pfizer, di nuovi vaccini (e la sperimentazione?).
N.B. con il tampone molecolare sarebbe possibile sapere se siamo difronte a un contagiato Covid-19 oppure Omicron facendo il sequenziamento; sinora però non ci sono notizie di un suo uso sistematico.
Per il Vaiolo basterebbe imporre l’uso del preservativo e, in ogni caso, non si può in alcun modo dichiarare la pandemia chiamandola emergenza sanitaria globale.
Nel caso delle cinque varianti di Omicron è già in atto una campagna che si basa sul numero giornaliero dei morti in terapia intensiva e sarebbe sufficiente analizzare la causa reale della morte visionando le cartelle cliniche dove sono evidenziate le altre malattie e la loro gravità, i vaccini effettuati se il soggetto non è stato vaccinato.
Se la diffusione del contagio è in continuo aumento con un’alta letalità, solo allora dovrà essere dichiarata la pandemia coscienti delle relative conseguenze.
Vaccini nuovi in ogni caso potranno essere oggetto di ricerche e prove adeguate e potranno essere somministrati soltanto dopo una sperimentazione scientificamente approvata ma non dovranno essere imposti. Ma è proprio così semplice? Sì se si riuscirà a rimanere a livello di epidemia, mentre nel caso che sia deciso di dichiarare la pandemia, è chiaro che non si possono fare previsioni prima di conoscere il nuovo virus che certamente non sarà Omicron o Vaiolo.
In conclusione attualmente non siamo in pandemia.
Ritengo molto interessante in particolare per Mario Draghi leggere il mio secondo post, datato 07/04/20 (pag. 22) dal titolo: COSA AVREI FATTO NELL’EMERGENZA CORONA VIRUS. Se si fosse imposto il COMITATO da me descritto ora saremmo in una condizione diversa! Con le notizie odierne si potranno avere gli stessi risultati. Il Presidente dell’OMS Ghebreyesus ha riconosciuto che siamo vicini alla fine della pandemia covid. Considerato che siamo certamente in grado di curare con successo eventuali nuovi casi di covid-19 rimarrebbe soltanto Omicron che non ha bisogno di vaccini data la grande facilità di cura e la bassissima letalità.
Per maggiori informazioni vedere: www.amazon.it/COVID-19-MIA-LOGICA-Carlo-Apostolo alla sesta edizione in attesa della settima che conterrà questo bigino. Il libro in formato kindle è scaricabile a 2 euro.
È sufficiente leggere le prime trentasei pagine per trovare tutti i chiarimenti.
Fine del bigino, inizia la sesta edizione dal sottotitolo “Epidemia o pandemia?”.
Non si fermi dottore. La sua battaglia di verità è testimonianza lucida del periodo passato e di quello che si sarebbe dovuto fare. Faccia in modo che venga divulgata. Prima o poi chi ha sbagliato dovrà ammettere gli errori.