Ho sentito la trasmissione di REPORT del 26/04 e sono rimasto basito.
Tamponi molecolari e test rapidi antigenici rappresentano due diverse modalità per capire se il paziente è positivo al COVID-19 ed è fondamentale chiarire quale metodo è più affidabile. È questa certezza di positività che consente di curare adeguatamente il paziente.
Ho sempre saputo che il tampone dà il 5% di contagiati gravi e il 95% di asintomatici, ieri, improvvisamente, gli asintomatici sono diventati secondo questa trasmissione il 60%. L’altro 35% da chi sarebbe costituito? Dai sani? I test rapidi sono sempre stati dichiarati inaffidabili; sapevo che alcuni davano falsi positivi in quanto sensibili ad altri coronavirus. È ormai certo che lo stesso vincitore del premio Nobel ha messo in guardia sull’uso corretto della PCR. L’eccesso di sensibilità, quando si superano i 35 cicli di ampliamento, non fa che generare soltanto falsi positivi. È logico che il presunto 30% dei test rapidi negativi sia in realtà la risposta coerente con i falsi positivi dei tamponi PCR. L’evento più sconcertante è un altro: perché i risultati di tamponi e test sono stati conglobati con regole assurde e fuorvianti e che ha portato a un insignificante dimezzamento dei tassi di positività. Non era il caso di procedere su due strade parallele continuando a fare i conteggi dei tassi per i tamponi molecolari e separatamente quelli per i test rapidi? I dati dei tamponi molecolari dipendono dalla PCR e, come già più volte detto, dall’operatore, mentre quelli dei test rapidi si basano sulla fluorescenza. L’incompatibilità è la più completa. La conferma si ha dai dati aggregati quotidiani Regioni/PPAA del ISS elaborati dal Sole 24 Ore. Ho stampato dal 1 aprile i dati forniti dal Sole e c’è qualcosa di veramente inspiegabile: ci sono sette regioni italiane che da quando sono stati introdotti i test rapidi antigenici hanno sempre indicato con lo zero il totale dei casi positivi del test nonostante che, dall’introduzione a gennaio dei conteggi, si siano effettuati 3.658.092 test rapidi. Dal 1 aprile si sono poi aggiunte altre tre regioni che hanno mantenuto fisso il numero dei positivi e allora lo zero è rimasto inalterato per altri 765.313 test effettuati. Il Sole 24 Ore evidenzia giornalmente i tassi di positività dei tamponi molecolari e dei test rapidi antigenici. Ho pensato di fare il rapporto fra i due dati ed è risultato che è quasi sempre superiore a DIECI volte fino a raggiungere e superare VENTI. Questo rapporto, secondo la logica, dovrebbe essere molto vicino all’unità perché due metodi di misura completamente diversi dovrebbero dare risultati simili. I tamponi rapidi antigenici di ultima generazione garantiscono un sicuro affidamento con valori di sensibilità e specificità sensibilmente superiori al 90%; i tamponi molecolari dovranno con il corretto uso della PCR garantire valori molto vicini a quelli dei test rapidi.
I test rapidi saranno la soluzione del problema perché sarà sufficiente programmare una ricerca che preveda di sottoporre un adeguato numero di persone (una città ad esempio) agli abituali tamponi e ai test rapidi eseguiti però CONTEMPORANEAMENTE. Così si avranno certezze.
p.s. Da aprile dell’anno scorso è stata molto discussa fra le regioni e le aziende del Nord la possibilità di fare test rapidi ai propri dipendenti che manifestavano sintomi anche molto lievi. La prova della temperatura corporea veniva effettuata a tutti, tutti i giorni. A chi aveva febbre o sintomi anche lievi veniva fatto il test rapido. Che io sappia non si sono mai manifestati contagi dovuti a falsi negativi.
Avevo scritto più volte al Presidente Zaia, poi al Fatto Quotidiano e infine a Report senza ricevere risposta. Non sono mai riuscito ad avere un contradditorio quindi questo è definitivamente l’ultimo mio post sul COVID.
Peccato ing. Apostolo, che abbia deciso di chiudere qui i suoi post sul covid. Le Sue riflessioni sono molto lucide, puntuali. E poi scopro con piacere di condividere con Lei l’amicizia con Fabrizio Alebardi, che conosco da molti anni e che stimo moltissimo.
Spero che ci possa ripensare, per rispetto ad una verità che in questi momenti si fatica a scoprire…
Grazie comunque!
Salve Claudio, chiudo perchè ritengo che sia diventato indispensabile fare un contradditorio (mi piacerebbe che qualcuno contesti le mie tesi, che si crei una discussione), altrimenti posso soltanto fare la caccia agli errori, cosa che non mi diverte più.
Fabrizio è un grande!
Mi piace la tua pagina web, questo è più di un semplice blog