Mi sembra di essere riuscito a decriptare come funziona l’automatismo “250 casi ogni 100.000 abitanti” che impone la zona rossa nelle regioni che superano in una settimana il fatidico 250. 

È cambiato lo strumento ma la sinfonia è la stessa: la dipendenza dall’operatore della PCR che può variare il numero di contagiati a suo piacimento; in questo modo si possono ottenere numeri irreali con la nota identificazione: CONTAGIATO = AMMALATO. Ho dedotto che i positivi riscontrati con il test rapido antigenico (veri ammalati) siano sommati ai contagiati del tampone molecolare (di questi non si sa quanti siano gli ammalati e quanti invece i sani).                                         Ricordo che il prof. Burioni e il prof. Palù, presidente AIFA, hanno dichiarato che con 45 cicli di ampliamento i tamponi sono inaffidabili, infatti, si ha un gran numero di falsi positivi che possono facilmente far diventare una regione rossa.

Nel rapporto calcolato su una settimana fra numero di nuovi positivi (contagiati + ammalati) moltiplicato per 100.000 e diviso per il numero di abitanti della zona considerata, che nel nostro caso sono le regioni, si ottiene un numero che, se superiore a 250, fa scattare automaticamente la zona rossa.

A proposito dei tamponi COVID cito da un articolo del dottor Stefano Scoglio https://salutogenesi.org/media/attachments/2020/10/24/i-tamponi-covid-19-producono-fino-al-95-di-falsi-positivi—certificato-dallistituto-superiore-di-sanita-di-stefano-scoglio.pdf :

i tamponi rientrano nella nuova normativa REGOLAMENTO (UE) 2017/746 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2017 relativo ai dispositivi medico-diagnostici in vitro e che abroga la direttiva 98/79/CE

il Regolamento 2017/46 del 5 Aprile 2017 entrerà in vigore, per i dispositivi diagnostici in vitro, solo il 26 Maggio 2022! E con questo i tamponi Covid-19 hanno goduto dell’interregno, non essendo inclusi, in quanto relativi a un virus nuovo, nel Regolamento del ’98; e non essendo ancora sottoposti a un Regolamento del 2017 che li avrebbe messi tutti fuori legge, ma che non entrerà in vigore se non metà del 2022!

Se insomma questi tamponi Covid-19 sono utilizzati solo grazie ad una anomalia legislativa, e nel 2022 sarebbero del tutto illegali; è ammissibile che a tali tamponi, in vita per puro miracolo o distorsione giuridica, si affidino le sorti di intere nazioni e dell’intera economia mondiale?

Non riesco però a spiegarmi come possa essere stato emanato nel 2017 un regolamento che entrerà in vigore soltanto nel 2022. 

Sono sicuro che basterebbe fare, in una città anche piccola e per una settimana, contemporaneamente sulla stessa persona il tampone molecolare ai cicli massimi consentiti e il test antigenico di nuova generazione. I valori dei contagiati del molecolare e quello degli ammalati del test rapido saranno sicuramente diversi e molto significativi.

Panorama ha pubblicato il 16/02/2021 un articolo “Domande scomode sul COVID-19 – Parte seconda”. È  un’esposizione che descrive molto bene i pericoli derivati dall’utilizzo del tampone molecolare al numero massimo di cicli consentito dalle macchine PCR che, inoltre, possono essere diverse l’una dall’altra e quindi causare ulteriori problemi. Mi chiedo: in un momento così drammatico non si potrebbe attualizzare il regolamento del 05/04/2017 e consentire che il problema sia chiarito nelle sedi competenti? So che sono già in atto tre azioni legali sull’argomento ma potranno usufruire del regolamento sospeso soltanto da metà dell’anno prossimo.