Nel post del 10/09 ho già espresso le mie idee sui vaccini. Confermo che non sono un no-vax ma che voglio essere libero di decidere senza subire obblighi. In questo momento ho molte perplessità che elenco:
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È stato all’inizio sostenuto che per validare un vaccino fossero necessari da due, tre e anche cinque anni. Mi chiedo come mai ora sono iniziate le vaccinazioni e non è passato nemmeno un anno.
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Come sarà possibile scegliere il tipo di vaccino data l’offerta ampia e diversificata già in atto? Perché il vaccino Astrazeneca è stato validato nel Regno Unito e in India ma non in Europa? Per un problema burocratico come è stato detto inizialmente? Allora è stata burocratizzata la scienza? Le ultime notizie parlano che per la validazione si dovrà attendere a fine gennaio. Chiedo: secondo quali protocolli vengono analizzati dagli organi competenti i diversi vaccini?
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Altra domanda: che importanza avranno i bugiardini che ogni produttore dovrà mettere a disposizione di chi si fa vaccinare? Chiedo: sarà un sistema analogo a quello dei farmaci? La responsabilità sarà quindi del paziente se accetterà o chiederà liberamente di essere vaccinato?
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Di chi è la responsabilità di effetti avversi quando viene imposta più o meno legalmente la vaccinazione nonostante problematiche segnalate come fattori di rischio denunciati dal bugiardino.
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Domanda impegnativa: quali sono le responsabilità, oltre a quelle dello stato, a carico di chi impone la vaccinazione? I responsabili ospedalieri, quelli della scuola, delle aziende, delle compagnie aeree, delle società finanziarie, ecc.?
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Sarà possibile licenziare o bloccare la carriera a chi si rifiuta di fare il vaccino? Nota personale: è chiaro che nessuno farà carriera come è successo all’amico prof. Paolo Bellavite che, incaricato di una ricerca riguardante omeopatia e allopatia, ha fatto la conclusione più intelligente: perché non possono coesistere? Ha scritto 27 anni fa il libro “Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica”. Professore di patologia generale all’Università di Verona ha partecipato a dieci concorsi ma non è riuscito a vincerne nemmeno uno nonostante un numero di pubblicazioni internazionali superiore ai rispettivi vincitori dei concorsi. (www.paolobellavite.it).
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Molto importante: sarà vaccinato chi ha già superato la malattia COVID grave? Saranno vaccinati gli attuali asintomatici? In questo caso dovrebbe essere indispensabile rifare i test sierologici per verificare se hanno veramente contratto il virus oppure se erano soltanto falsi positivi? (post 23/11)
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Altro ragionevole dubbio: tutti gli enti preposti per la valutazione del vaccino eseguono una loro sperimentazione oppure analizzano soltanto i documenti trasmessi dai produttori?
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Perché tutto è stato secretato?
RISPOSTE FUTURE
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Chiedo: per ogni vaccino si ha un’idea su quanto durerà nel tempo l’immunità? È stata confermata la necessità del richiamo ogni 9 o 12 mesi?
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Sono state fatte previsioni sui richiami del vaccino soprattutto su persone anziane?
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Ci sono sicurezze che il paziente appena vaccinato non possa, come è successo ad altri vaccini, essere contagioso?
CONCLUSIONE:
La libertà di poter cambiare idea è per me di grande importanza e capisco che ora le mie perplessità sono tante, potranno trovare risposte plausibili soltanto nel tempo e con l’esperienza sul campo.
In questo momento non ho nessuna intenzione di vaccinarmi anche se ad Aprile compirò 85 anni. Spero che uno dei vaccini dia risultati confortanti e, vista la scarsità dei vaccini disponibili, credo che la mia scelta favorirà chi vuole vaccinarsi. Da razionale sono sempre più convinto che per guarire bisogna aver fiducia in chi ti cura. Seguirò questa strada.
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