Una cara amica dopo aver ricevuto il post di ieri mi ha mandato questo link: http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/esteri/la-truffa-del-tampone-la-germania-beffa-leuropa.html

Avevo già sentito che la Germania usa come limite massimo 25 cicli di amplificazione, ma ora ne ho la conferma.

Vi invito quindi a leggere l’articolo: LA TRUFFA DEL TAMPONE. LA GERMANIA BEFFA L’EUROPA.

Una brevissima sintesi per quanto riguarda la PCR: IL METODO E’ SEMPLICE: PIU’ CICLI EQUIVALE A PIU’ CONTAGI.

È la prova del nove. Ritengo pertanto di poter consigliare a coloro che si accingono a fare il tampone molecolare di richiedere, a chi fa il prelievo, il nome del laboratorio incaricato di fare l’analisi e quanti cicli di ampliamento massimi usa. Importante sarebbe anche conoscere a quale ciclo si è arrestata la macchina perché dicono sia indicativo della gravità del contagio: più è basso più il contagio è grave.

La soluzione ideale secondo me, sarebbe l’utilizzo degli alberghi COVID che dovrebbero coprire l’intero territorio con personale, adeguatamente formato, che si occuperebbe non solo dei pazienti ospitati ma potrebbe andare a domicilio e fare il test rapido anche ai pazienti gravi. Informerebbe poi la struttura preposta per effettuare la diagnosi, la cura e l’eventuale ricovero ospedaliero. L’ospedale sarebbe già informato che l’ammalato in arrivo è COVID positivo e quindi da destinare al relativo reparto, senza che sia necessario fare il tampone molecolare in Pronto Soccorso.

Oggi le farmacie sono state autorizzate a fare i tamponi rapidi. Benissimo. Sappiamo che tutti i tipi di tamponi danno una sola informazione: sano o contagiato.

Qualora fosse positivo il tampone molecolare, devono esserlo anche i tre tipi di tamponi rapidi, resi sempre più affidabili dai test sierologici. Mi sembra la strada migliore. Il tampone molecolare non dà garanzie di affidabilità perché dipende, come già detto, dall’operatore.

Non sono mai riuscito a capire perché sono stati eseguiti diversi milioni di tamponi molecolari su persone sane. Non sarebbe stato più corretto farlo su persone che presentassero già disturbi anche lievi? Quanti asintomatici avremmo in meno? Quanti guai sono stati causati compresi quelli economici e psicologici?

Con il 95% di asintomatici che possono essere in parte sani oppure con sintomi lievi facilmente curabili resterebbero da curare in ospedale il 4,3% e in terapia intensiva soltanto lo 0,5%. Sono pertanto il 4,8% dei contagiati che deve essere isolato e curato adeguatamente, il pericolo di contagio viene soprattutto da loro.

Consiglio agli asintomatici di fare il test sierologico preferibilmente con il prelievo di sangue che fornirà informazioni più complete.

Se il test risultasse negativo per scrupolo si farebbe un tampone rapido. Che io prevedo negativo.

Infine i tamponi rapidi sono anche notevolmente più economici dei molecolari e danno le risposte in tempi brevissimi mentre per il tampone molecolare occorre aspettare anche 10 giorni che obbliga l’interessato e i suoi familiari e colleghi a passarli in un’inutile quarantena se poi risultasse negativo.