Nel post del 8/5 avevo già espresso le mie perplessità per quanto riguarda il vaccino per il COVID perché avevo netta la sensazione che si era deciso di ridurre al massimo la sperimentazione sull’uomo.
Il ministro della Salute il 2/9 ha annunciato che i primi tre milioni di dosi del vaccino saranno disponibili per fine anno destinati con priorità agli anziani e agli operatori sanitari. Una follia perché il tempo per la sperimentazione non c’è.
La prima domanda che pongo è questa: AstraZeneca su chi farà la sperimentazione? È importante conoscere il numero e l’età per scaglioni decennali delle persone, sapere se è previsto il 100% di risultati positivi e infine se il soggetto deve essere necessariamente sano.
Seconda domanda: i dirigenti di AstraZeneca si rendono conto di quanti rischi corrono? È difficile avere anziani, come sono io, over 80, senza patologie ma anche nel caso che se ne trovino per la sperimentazione, che cosa succederà quando inizieranno a vaccinare? Visiteranno prima l’anziano e non faranno il vaccino oppure lo faranno comunque assumendone i rischi?
Questa modalità di procedere vale per tutti, anche per i giovani; sarà più facile avere volontari sani ma la visita sarà anche per loro indispensabile prima di fare il vaccino seguendo la regola: non vaccinare chi ha già malattie serie.
Sarà impossibile comunque sapere la durata dell’immunità data dal vaccino.
Il clamoroso calo di decessi in Italia ha senza dubbio dimostrato che abbiamo imparato a “curare” e con un termine che la medicina ufficiale non ama: “guarire”.
Mi chiedo: che cosa pensate possa succedere se viene fatto il vaccino a un asintomatico? La logica mi dice: occorre fare i sierologici più il tampone e se è negativo, il vaccino.
La sperimentazione per altri vaccini ha per ora indirizzi diversi, abbiamo chi prevede di fare i test con persone sane di trent’anni e coloro che hanno scelto di farlo con età dai trenta ai sessant’anni comunque sempre sane. Devono sottostare alle stesse regole ma non possono dal punto di vista deontologico vaccinare persone che abbiano già compiuto per il primo caso quaranta anni e sessantacinque nel secondo.
La conclusione è semplice l’Italia ha sconfitto il virus con la capacità di curare e guarire e ripeto diventa indispensabile: ANALIZZARE LE VERE CAUSE DEL DECESSO FACENDO L’AUTOPSIA VISTO IL RIDOTTO NUMERO GIORNALIERO DI DEFUNTI.
Ultimato il post ieri, 9/9, è stato pubblicato dal Corriere della Sera che AstraZeneca ha annunciato la sospensione globale dei test clinici per il suo vaccino per complicazioni riscontrate in uno dei volontari. Uno su cinquantamila! Decisione coraggiosa ed eticamente corretta.
Leave A Comment