I diagrammi elaborati dal Sole 24 in base alle informazioni dell’Istituto Superiore di Sanità rappresentano per me la novità più interessante (ALL 1).
Sappiamo che i tassi sono i rapporti fra i positivi al contagio per i tamponi molecolari e i tamponi effettuati mentre per i kit antigenici il rapporto è fra ammalati e test rapidi.
Ribadisco ancora una volta che non capisco perché si siano uniti i dati dei tamponi molecolari con quelli dei test rapidi, i dati di questi ultimi, pubblicati giornalmente dal Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità, sono incomprensibili con differenze assurde fra una regione e l’altra. Sette regioni hanno sempre 0 positivi, nonostante migliaia di test, inoltre, il 21/4 l’Emilia dichiara 1.076.883 test antigenici totali con 76 casi positivi mentre il Piemonte ha 1.170.321 test con 16.601 casi. Lombardia e Veneto hanno un analogo insolubile problema. Nelle stesse regioni questi casi si sono ripetuti l’1/4 – il 6/4 – l’8/4 – l’11/4 – il 12/4 – il 13/4 – il 14/4 – il 15/4 – il 19/4 – il 20/4 – il 22/4 con differenze talmente esigue da non poter essere assolutamente giustificate. Chiedo: come mai in due regioni con numero di tamponi, processati con il test antigenico rapido, molto simili si hanno casi totali così diversi: 76 in Emilia e 16.601 in Piemonte? C’è un metodo sicuro per evidenziare la differenza fra molecolari e rapidi antigenici: basterebbe fare su qualche migliaio di persone con e senza sintomi CONTEMPORANEAMENTE i due tipi di tamponi. Sarebbe la prova del nove ma, evidentemente, si vuole lasciare la confusione.
Per quanto ne so, i test rapidi di nuova generazione hanno un’affidabilità del 99% e sono indicativi della presenza del virus vivo. La logica ci suggerisce che, se valesse lo stesso principio per i tamponi molecolari, dovremmo ottenere numeri simili, invece, abbiamo numeri di contagiati che arrivano ad essere da dieci sino a più di venti volte superiori a quelli dei test rapidi. È così chiaramente spiegato il 95% di asintomatici che sono indiscutibilmente dei falsi positivi. Questi asintomatici, si è detto, possono causare contagi anche se hanno una carica virale bassa. Ora, stranamente, si sostiene che i vaccinati con la prima dose potrebbero essere contagiati ma non creerebbero problemi in quanto la carica virale sarebbe bassa! Chiedo: perché non si porta a termine la ricerca per misurare la carica virale? (post 07.09.20)
I valori dei test antigenici sono sicuramente sbagliati (basta lo 0 in 7 regioni da quando è cominciata la registrazione dei test rapidi). Da allora per il calcolo di RT si sono sommati valori molecolari con quelli antigenici: perché? (senza risposta).
A questo punto penso sia finita la mia ricerca da ingegnere perché non può esistere alcuna spiegazione di questa diversità. Unica certezza: il numero di falsi positivi dei tamponi molecolari.
Elenco allegati:
ALL 1/1: post del 19/03 – ALL 1/2 post del 24/03 – ALL 1/3 post del 07/04
ALL 3: rapporti tassi positività molecolari/antigenici da lab24 del 12/04
Vada avanti. Questi numeri sono spiegabili solo con una truffa di stato. Ma lei lo ha scoperto solo confrontando i dati giornalieri o ha avuto qualche dritta?
Assurdo che nessuno parli di dati cosi difformi.
Ho fatto da solo. Può avere una verifica di come sono riuscito leggendo gli ultimi post del 19/3 – 24/3 e 7/4. Determinante è stata la casuale scoperta dei diagrammi che il Sole 24 Ore ha pubblicato e pubblica giornalmente. A prima vista la differenza fra i tassi di positività molecolari e antigenici evidenzia con chiarezza che si giustifica soltanto se per i molecolari si considerano come ammalati i “contagiati” mentre con gli antigenici si è sicuri che positivi vuol dire “ammalati”. L’analisi dei dati giornalieri pubblicati dall’ISS hanno portato alla mia sintesi.
Come spiega i valori con zero o di poche unità? Contraffazione dei dati, diversa modalità di contabilizzazione o test rapidi di qualità differenti?
Tutte e tre!
Carlo
Provi a leggere questo articolo sul fatto:
https://www.google.com/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2021/04/28/tamponi-rapidi-in-veneto-aperta-uninchiesta-sulle-percentuali-di-errore-indicate-dalle-case-farmaceutiche/6181379/amp/
Non sapremo chi è nel giusto in questo paese.
signor Apostolo , complimenti per il suo studio e le sue deduzioni. Ho trovato i suoi articoli tramite google. Ho parlato con diversi ‘esperti’ e sanitari e hanno tutti la medesima convinzione sul tampone, che se positivo significa contagioso, senza chiedersi il criterio di processo del tampone. Sono sicuro che voci come la sua un giorno vedranno la luce anche su telegiornali e stampa di regime. Quello che hanno spiegato fino ad ora è troppo superficiale. Arriverà il tempo in cui le evidenze verranno a galla. Distinti Saluti. Gaia Romani
Carissima Gaia
le confesso che lei è l’unica che ha risposto al mio post su questo argomento. La ringrazio molto e mi farebbe piacere sapere come è arrivata al mio blog. Saluti cordiali. Carlo Apostolo
Salve , per tutti i 15 mesi del covid ho cercato in rete informazioni di tutti i tipi che uscissero dal mainstream e dall informazione ufficiale per capire cosa è davvero successo e come stavano le cose. Cercando su Google il mese scorso ho trovato il suo blog e ne ho letto i contenuti. I suoi ultimi post mi sono stati molto utili per capire alcune assurdità nei dati di cui nessuno vuole parlare nelle varie trasmissioni. Un grazie e continui così. Gaia
La ringrazio. Lei è una persona impostante perchè una dei pochi a scrivermi, dopo il mio ultimo post.
Sognando un contradditorio ho deciso di finire con i miei post, perchè andare a cercare gli errori non mi basta più.
Saluti. Carlo