La Sardegna ha cambiato dopo 11 giorni il colore da bianco ad arancione perché ha un RT = 1,08 mentre i casi sono soltanto 43, inferiori al limite di 50.

La mia curiosità: come hanno fatto i conteggi?

In Sardegna ci sono diversi comuni che sono stati dichiarati zona rossa e poi ne sono usciti dopo 15 giorni, i minimi previsti per le zone rosse.

In ogni comune la zona rossa finisce normalmente in 15 giorni e allora ho un dubbio: siamo di fronte al problema, più volte citato, dei falsi positivi dei tamponi molecolari? Mi sono informato sulle macchine PCR e ho saputo che sono almeno una ventina di tipi diversi uno dall’altro ma tutti utilizzano valori MEDI superiori ai 35 cicli di ampliamento. Ai valori massimi dei cicli l’ipersensibilità è altissima e genera falsi positivi che molto spesso non sono confermati nel successivo tampone. Soltanto il test rapido antigenico di nuova generazione può dire chi è veramente ammalato.

I miei dubbi riguardano sia il superamento dei 50 casi che genera automaticamente l’uscita dalla zona bianca, sia il calcolo di RT, per cui pongo la domanda: nel totale dei contagiati della regione sono compresi quelli dei comuni in “rosso”? Se la risposta è affermativa il procedimento per me non è corretto in quanto per i comuni in questione sarebbe facile imporre la segregazione e effettuare le cure. Per quanto riguarda la regione si dovrebbe calcolare la restante parte dei contagiati escludendo quelli dei comuni “rossi”.

Il Sole 24 ore ha appena pubblicato i diagrammi che allego. I test rapidi antigenici (affidabili al 99%) hanno un tasso di positività medio pari a 1,5 mentre quello dei tamponi molecolari si attesta a 10 (per merito esclusivo dei falsi positivi). No comment! Una soluzione potrebbe essere di utilizzare i test rapidi anche di prima e seconda generazione e poi confermare i positivi con test di nuova generazione; questi ultimi test dovrebbero essere disponibili negli ospedali in modo che si sappia prima del ricovero se il paziente è un ammalato COVID e inoltre si saprebbe con certezza se l’eventuale decesso è da imputare al COVID.

A questo punto non so che cosa potrei ancora dire sulla pandemia, esprimo soltanto l’ultimo mio desiderio: ponete fine alla terribile identità: CONTAGIATO = AMMALATO che è causa di questa situazione tragica (magari introducendo l’uso dei test sierologici alla fine delle quarantene).

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