Nel post LA SARDEGNA BIANCA ho avuto l’impressione che il Presidente Solinas abbia di fatto sostituito i tamponi molecolari con i test antigenici rapidi per chi arriva sull’isola e anche per i residenti.
Propongo un nuovo procedimento: ogni regione al posto del tampone molecolare impone il test rapido antigenico che dà risultati certi se si utilizzano test di nuova generazione; se invece vengono usati altri tipi di test, si può avere l’avvertenza di confermare con quelli di nuova generazione la positività così da non incorrere in falsi positivi (come può succedere se il test è sensibile anche ad altri coronavirus).
Si avrebbero i seguenti vantaggi con i test:
1. Procedimento molto più semplice che non necessita di laboratori specializzati e abilitati.
2. Si avrebbe la risposta praticamente immediata.
3. I costi sarebbero nettamente inferiori.
4. I risultati sarebbero affidabili perché indipendenti da un operatore che, analizzando il tampone, può variare i dati agendo sul numero di cicli massimi consentito dall’attrezzatura PCR (oltre i 35 cicli i contagiati sono sani).
5. Non ci sarebbe più il 95% di asintomatici ma un elenco di veri ammalati COVID che è sufficiente sommare per avere dati corretti sulla pandemia.
6. Non sarebbero necessarie, prima dei tamponi, visite mediche che facciano le diagnosi.
7. Sarà impossibile identificare come si fa ora con i tamponi: contagiato = ammalato; inoltre è ormai lapalissiano che l’ipersensibilità dei tamponi non è un pregio ma un enorme difetto.
8. È evidente che il fattore RT calcolato in una settimana su persone sintomatiche positive (come richiesto), che ha un margine di errore inferiore al 1%, consentirebbe di avere regioni sempre più bianche.
9. Sono ora disponibili i test rapidi salivari antigenici di nuova generazione che la persona stessa può fare prima di uscire di casa.
Ci sarebbero le condizioni per poter riprendere una vita normale. È sufficiente occuparsi soltanto di chi è realmente ammalato COVID19. Credo che dovrebbe essere lo Stato a imporre la sostituzione del tampone molecolare con il test rapido antigenico e scegliere il metodo che garantisca il risultato senza dipendere da un operatore.
Credo che rimanga fondamentale anche in zona bianca mantenere il rispetto delle norme precauzionali: le mascherine, la misura della temperatura, evitare gli assembramenti, segnalare fin dall’inizio i sintomi tipici del COVID. Quando si evidenziano focolai epidemici sarebbe necessario isolare la zona interessata, fare i test rapidi ai residenti e a chi entra o esce dalla zona.
In zona bianca i test rapidi consentirebbero facilmente un ritorno allo stato di normalità, perché basterebbe per tutte le attività della scuola, delle fabbriche, degli alberghi, dei ristoranti, degli eventi sportivi, dei teatri, dei negozi, effettuare i test rapidi all’ingresso oppure ogni persona potrebbe avere un certificato del test eseguito nelle 24 ore precedenti.
Si riprenderebbe a vivere perché le probabilità di contagio diminuirebbe sempre più. Avremmo anche il vantaggio di poter curare con efficacia l’ammalato con le terapie già disponibili.
In questo modo non sarà forse risolto il problema COVID, ma soltanto gli effetti che ha provocato e che subiamo ogni giorno. Sarà invece compito degli scienziati sconfiggere il virus.
Nel malaugurato caso che la pandemia dia segni di ripresa vi invito a visitare il mio blog www.carloapostolo.it dove spiego gli hotel COVID (25/11) che poi completo nella SINTESI FINALE.
Brevemente: ho previsto una rete di hotel dedicati al COVID che hanno al proprio interno una possibilità di visita medica, di pronto soccorso, di degenza per chi non è grave, per chi deve fare la quarantena e non ha la possibilità di farla domiciliare. Agli ospedali verranno inviati pazienti gravi, sicuri che sono contagiati COVID, e in particolare quelli da curare in terapia intensiva diminuirebbero anche i morti imputati al COVID.
Carlo Apostolo 335-5489203
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