Il 25 settembre ho pubblicato con Amazon l’edizione aggiornata di COVID-19 E LA MIA LOGICA. E’ passato un mese e ora è attivo il blog www.carloapostolo.it che termina sempre con queste mie ultime volontà, quindi senza data. Voglio salvare me stesso perché non tollero in alcun modo diventare vittima del sistema anche se, sfortunatamente, sarò contagiato dal COVID-19.
Ho più di 84 anni e ho deciso di lasciare a moglie e figli le mie ultime volontà convinto che le rispetteranno.
- COVID-19: non voglio assolutamente essere ricoverato in ospedale, la nostra casa è grande e ho già previsto come possa essere facilmente segregato. Non voglio fare il tampone molecolare se non verrà reso obbligatorio indicare nella diagnosi il numero dei cicli raggiunto. Non voglio che mi sia fatto alcun vaccino di qualsiasi tipo, influenza compresa, senza il mio consenso. Ho piena fiducia per la diagnosi e le cure di due carissimi amici: Catia, mio medico di base (vecchio stampo ora sempre più raro) e Fabrizio Alebardi, ci penseranno loro.
Ho un altro problema:
- CARCINOMA SPINOCELLULARE MALIGNO IN TESTA: sono stato operato quasi due anni fa e mi sono curato con rimedi fitoterapici prescrittimi da una dottoressa amica. Il divieto di essere ospedalizzato rimane identico ma non voglio vedere un oncologo neanche in fotografia. Ho scritto più volte che sono convinto che guide e protocolli imposti siano inaccettabili così come ho deciso che le chemio curative e preventive peggiorano la qualità della vita oltre a costi enormi e ingiustificabili.
La qualità della mia vita è il problema che mi assilla. Ho sempre detto che non ho alcuna paura di morire ma che voglio essere io a decidere del mio destino fino a che la mia ragione me lo consentirà. L’ho visto fare da mio zio che a 97 anni mi ha detto con un filo di voce: “Sai che ho sempre fatto quello che ho voluto io”. Aveva deciso di non mangiare più. Penso proprio perché la sua vita non aveva più un senso perché si sentiva di essere di peso ai suoi cari.
Un senso che spero di interpretare privilegiando sempre più le relazioni umane con chi mi è vicino e con i miei amici. Non voglio essere un peso per loro e vorrei evitare una grande sofferenza per me. Sono sicuro che sarò più utile da morto seguendo la mia idea che una volta morti potremo aiutare i nostri cari come io sono stato aiutato, in particolare da mio padre, in cinque occasioni della mia vita. Ho già scritto che se saremo stati coerenti in vita con la nostra etica in un modo accettabile lo potremo fare e questo è per me un vero paradiso mentre il vero inferno sarà per chi è stato volutamente scorretto eticamente: non potrà aiutare i suoi cari.

Ciao, Carlo.
Condivido molto poco di quello che scrivi come ‘ultime volontà’, ma credo tu abbia il sacrosanto diritto che esse vengano rispettate.
Ho passato ore piacevolissime in tua compagnia nella recente ‘intensiva’ in Sardegna. Non ci siamo insegnati nulla e non abbiamo scoperto niente, tranne la più banale delle ovvietà: è meraviglioso essere se stessi.
Un caro saluto
Giuseppe