SINTESI FINALE
Soluzione logica da ingegnere per il corretto utilizzo dei tamponi molecolari e dei test rapidi antigenici di terza generazione. Il mio obiettivo è di esser il più sintetico possibile pertanto quando parlo di “tampone” è sempre soltanto quello molecolare così come i “test” sono quelli rapidi antigenici di terza generazione altrimenti parlo di “test sierologici”.
Il riferimento ai miei precedenti post è segnalato con la data del post fra parentesi.
- C’è stato un crollo inspiegabile, in particolare in Veneto, del tasso di positività quando i positivi dei tamponi si sono sommati ai positivi dei test.
- Gli esami vengono eseguiti per avere una sola risposta: contagiato o non contagiato.
- Per giustificare l’inspiegabile diminuzione del tasso di positività occorre necessariamente chiarire quale delle due modalità di analisi può causare falsi positivi o negativi.
- È chiaro che i test hanno una sensibilità che non può causare dei falsi di particolare rilievo in quanto sono garantiti: >80% di affidabilità e >97% di specificità.
- Una situazione completamente diversa si ha per i tamponi che dipendono dall’operatore con cicli di ampliamento che possono arrivare a 45 con conseguente gran numero di falsi positivi, vedi Prof. Burioni (23/11) e Prof. Palù (27/12). La conseguenza più negativa sta nello strabiliante 95% di contagiati asintomatici di cui non si riesce a sapere nulla perché, a quanto pare, sono secretate le diagnosi mediche fondamentali e non si può quindi sapere se l’individuo ha chiari sintomi del COVID o sintomi lievissimi, incerti oppure apparentemente sano.
- Sarebbe comunque possibile vedere lo stato del contagiato facendo il test sierologico alla fine della quarantena.
- Non ha per me alcun senso fare centinaia di migliaia di tamponi a tappeto, con il pericolo di creare un gran numero di falsi contagiati.
- Ricordiamo che è assurdo considerare, come si continua imperterriti a far valere l’identità: contagiato = ammalato (30/03 e 24/11).
- È comunque indispensabile l’obbligo per chi analizza il tampone di indicare il numero di cicli a cui si è arrestata la macchina analizzatrice.
- La soluzione è semplicissima: iniziare sempre con il test che, anche sui sani, se risulta negativo, dà una risposta affidabile nei limiti del punto 4.
- Nei casi dubbi basta eseguire i test sierologici con il rispetto dei relativi tempi.
- La soluzione ideale (come già scritto il 25/11) sarebbe l’utilizzo degli alberghi COVID che dovrebbero coprire l’intero territorio con personale, adeguatamente formato, che si occuperebbe non solo dei pazienti ospitati ma potrebbe andare a domicilio e fare il test rapido anche ai pazienti gravi. Informerebbe poi la struttura preposta per effettuare la diagnosi, la cura e l’eventuale ricovero ospedaliero. L’ospedale sarebbe già informato che l’ammalato in arrivo è COVID positivo e quindi da destinare al relativo reparto, senza che sia necessario fare il tampone molecolare in Pronto Soccorso.
Aggiorno con nuove considerazioni:
- Gli hotel COVID devono coprire il territorio in modo che sia possibile garantire una rete in costante comunicazione con il fine di soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini. Ogni hotel deve avere, prima di tutto, una zona operativa dedicata all’accettazione, simile a quella dei pronto soccorso, che deve essere completata con lo studio medico, a disposizione del medico di base della zona con idonee sale di attesa a garanzia dei pazienti. Ci deve essere una struttura amministrativa per tutte le incombenze richieste in particolare per la comunicazione con gli organismi competenti nazionali.
- Di particolare importanza è anche il personale paramedico che potrebbe essere aiutato da chi è disponibile a collaborare dopo aver fatto dei corsi di formazione per l’esecuzione dei kit rapidi anche sierologici. Sono lavori abbastanza semplici in cui è importante la precisione e un buon rapporto umano con il paziente che possono anche essere a disposizione per chi necessita una verifica con il test.
- Ogni hotel COVID deve avere a disposizione a seconda delle dimensioni, auto, lettiga per la visita a domicilio e anche per eseguire il solo test.
- I pazienti ricoverati in hotel e quelli a domicilio devono essere curati sino alla guarigione. Per i casi più gravi, con kit positivo viene effettuato il ricovero in ospedale.
RISULTATI
- Il risultato più importante rimane la segregazione dei contagiati non gravissimi soprattutto per coloro che non hanno abitazioni o sono di dimensioni ridotte, con famiglie numerose e parenti anziani.
- Il test è più sicuro del tampone e non ha più alcun senso fare tutti i tamponi a tappeto il cui principale risultato è sempre stato un assurdo numero di asintomatici.
- Dal lato economico i risparmi sarebbero notevoli: il numero dei tamponi diminuirebbe molto, gli alberghi interessati non sarebbero costretti a chiudere e non avrebbero bisogno di ristori. Diminuendo i ricoveri si potranno ridurre sensibilmente il numero degli ospedali COVID.
- Il vantaggio economico più grande è certamente lasciare aperte tutte le attività lavorative e commerciali e potrebbero anche riprendere gli spettacoli teatrali, sportivi, ecc. gli eventi religiosi, culturali, ecc. per cui sarebbe sufficiente fare i kit quando gli spazi disponibili sono ridotti.
RIPENSAMENTO
Ieri avevo ultimato la SINTESI FINALE ma l’abituale risveglio di questa notte mi ha convinto che, vista la situazione attuale, non sia più necessario realizzare il progetto hotel COVID. Il direttore generale Giovanni Rezza in una circolare del 10/01 ha ufficialmente consigliato il test di ultima generazione viste le garanzie che dà sia per l’attendibilità che per la specificità.
La soluzione è semplicissima: fare i test al posto dei tamponi realizzando un servizio sul territorio che renda facile eseguirli. Sapremmo così con certezza chi è AMMALATO, gli alberghi saranno soltanto per le degenze; per coloro che hanno sintomi gravi, se il risultato del kit sarà positivo, si consiglierà il ricovero in ospedale e sapremo finalmente con certezza chi è morto con il COVID, anche se sarebbe eticamente corretto segnalare se esisteva una concomitanza con altre malattie e la loro gravità.
PROBLEMA IRRISOLTO
Sono in attesa di ricevere informazioni per sapere dove acquistare il test rapido antigenico di terza generazione.
LE MIE CONCLUSIONI
Ho iniziato a scrivere dei post il trenta marzo perché mi sono subito appassionato alle problematiche del COVID. Durante i miei risvegli notturni ho cercato di cogliere la logica delle decisioni prese dagli enti preposti. Sono rimasto sconcertato sempre più per le soluzioni, a dir poco opinabili; di queste credo che la peggiore sia stata la secretazione di informazioni che ogni cittadino italiano avrebbe il diritto di sapere. Il sistema ha creato un’enorme confusione e sono nati nuovi mostri: i complottisti! La mia logica necessita di prove concrete, per ora non ce ne sono. È necessario cambiare al più presto e tornare ad agire in buona fede riflettendo sul male che possiamo fare quando si è dominati dal dio denaro.
ADDENDUM ALLA SINTESI FINALE
ULTIMA VERSIONE 22/02
Un amico, dopo aver letto la SINTESI FINALE, mi ha chiesto di proporre una mia soluzione pratica.
Inizio ricordando le dichiarazioni fondamentali del prof. Burioni (23/11) e del prof. Palù (27/12): i tamponi molecolari sono inaffidabili quando vengono utilizzati sino a 45 cicli di amplificazione. Lo stesso premio Nobel, inventore della PCR, ci aveva messo in guardia dai pericoli generati dall’aumento del numero dei cicli oltre certi limiti perché un eccesso di sensibilità può provocare falsi positivi. La risposta necessaria per il contagio è soltanto: sì o no.
Più certezze si possono avere con i test rapidi di nuova generazione. Noi li abbiamo già acquistati e sono garantiti 93,3% di sensibilità e 99,8% di specificità.
Il crollo della percentuale di contagiati, che si è verificato quando hanno sommato i dati dei tamponi a quelli dei test, per me ha una sola spiegazione: sono i tamponi a causare un numero elevatissimo di falsi positivi.
Propongo una soluzione al riparo da ogni manipolazione dei dati: ogni regione può facilmente effettuare questo esperimento. La persona viene sottoposta CONTEMPORANEAMENTE al tampone molecolare e al test rapido antigenico di nuova generazione, approvato ufficialmente dalla UE.
Il numero dei positivi dei test rapidi è calcolato molto facilmente.
Il numero dei positivi dei tamponi molecolari, come viene effettuato oggi, è certamente molto più alto, basta vedere i tassi di positività che ogni giorno vengono dichiarati. Invece quelli dei test rapidi non sono mai evidenziati separatamente.
È logico che fa fede il numero dei contagiati dei test rapidi. Mentre per i tamponi ricordo che nei miei post precedenti ho già trattato ampiamente il problema del 95% degli asintomatici (post 16/11).
Nel mio post del 25/11 avevo già celebrato il trionfo dei test rapidi, in quello del 15/12 un ipotetico uso corretto dei tamponi già dichiarati inaffidabili dal prof. Burioni il 23/11.
Il 24/11 avevo dichiarato errata l’identificazione: CONTAGIATO = AMMALATO, penso che abbia generato un gran numero di guai in ogni settore.
C’è una certezza: se il test rapido è positivo lo è anche quello molecolare; tenendone conto mi piacerebbe sapere come può cambiare RT.
Importante è anche la contemporaneità perché si potranno avere informazioni riguardanti le complesse teorie legate ai tempi di manifestazione del virus.
C’è un altro problema che mi ha da sempre assillato e che ho già fatto presente nei post del 8/5 e 7/9: IL CALCOLO DELLA CARICA VIRALE proposto dall’Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con l’ospedale di Bergamo. Sarebbe la soluzione più semplice, più economica, più sicura. Riporto dal post 07/09: Sarebbe opportuno, quindi, che i laboratori nel definire un tampone positivo quantifichino la carica virale come si fa con la glicemia, l’azotemia e il colesterolo.
Il 22/12 ho posto delle domande per riuscire a superare le mie perplessità causate dai vaccini attuali. Ne aggiungo un’altra: sembra certo che i tamponi e i test antigenici segnalino correttamente la presenza del virus indipendentemente dalla variante. Chiedo: siamo sicuri che tutti gli attuali vaccini riusciranno a proteggere adeguatamente le persone per ogni tipo di variante del COVID-19? È un problema molto serio e servirebbe una risposta più rapida possibile che dia delle garanzie sperando che non sia una situazione analoga a quella dei virus influenzali. Non dimentichiamo però che sappiamo come curare.
Legenda: tampone indica sempre tampone molecolare; test rapido indica sempre test rapido antigenico nasofaringeo o salivare di nuova generazione.
Per vedere il riferimento ai post: www.carloapostolo.it
Ing. Apostolo ora c’è anche il tema degli anticorpi monoclonali che a quanto pare curano al 70% in pochi giorni. L’Italia si è rifiutata di sperimentarli per solite dinamiche di convenienza politica. Le consiglio di approfondire l’argomento e vedrà lei stesso il marcio che c’è dietro.
Fortunatamente i monoclonali sono stati ufficialmente accettati dall’AIFA. Il problema riguarda solo i costi.
Carlo Apostolo