Appena dopo aver messo in rete l’ultimo post: IL TRIONFO DEI TAMPONI RAPIDI ho saputo che il Codacons aveva sporto denuncia, con un esposto depositato a varie Procure della Repubblica della Sicilia, in cui “si chiede di svolgere adeguate indagini per i reati di truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, procurato allarme, falso ideologico e omicidio colposo pertanto si chiede il sequestro probatorio dei tamponi Covid-19 presenti sul territorio, di effettuare adeguata perizia sui diversi test in circolazione per verificare la validità dello strumento del tampone per effettuare diagnosi di SARS-COV-2, di individuare i dispositivi contraffatti immessi sul mercato illegalmente, di verificare che i test siano utilizzati coerentemente con la destinazione d’uso prevista, e di per accertare il rispetto di tutte le altre condizioni di validità dei test”.

Notizie più precise si possono avere a questo link: http://www.siracusa-presunte-false-diagnosi-covid-codacons-presenta-esposto-in-procura/ e anche da questo:

https://m.facebook.com/nt/screen/?params=%7B%22note_id%22%3A2677927452524123%7D&path=%2Fnotes%2F&_rdr

Io ho seguito una strada completamente diversa che si può verificare nel post del 23/11: I PREZIOSI CONSIGLI DEL PROF. BURIONI. Riporto le conclusioni: Il professore conferma che l’analisi dei tamponi molecolari con la PCR è diventata sempre più precisa ma che si creano problemi quando si supera il numero dei cicli soglia CT, cioè il numero di cicli effettuati quando si arresta la macchina perché ha individuato il virus (16/11). È importante tener presente che ogni ciclo raddoppia il numero di molecole riscontrate per cui la soglia di 45 cicli è senza dubbio eccessiva. Il prof. Burioni dichiara che i test rapidi sono certamente meno precisi ma più sicuri perché non dipendono più dalla PCR nel fornire i risultati in quanto il criterio di analisi è completamente diverso. Confermo la morale: i tamponi molecolari non sono affidabili perché dipendenti dall’operatore.

La vicenda siciliana ha ulteriormente aumentato le mie perplessità perché non riesco a capire come mai si sia ignorato su quasi tutti i giornali nazionali e le maggiori reti televisive la clamorosa notizia della non idoneità dei tamponi molecolari. Chi ha dichiarato che è una bufala deve essere certamente un grande esperto “scientifico” e sarebbe interessante sapere su quali basi ha giustificato la sua conclusione.

Mi pongo molte domande anche sul numero dei morti che non può riguardare però il 95% di asintomatici. È indispensabile conoscere quanti ammalati gravi sono stati curati a casa oppure ospedalizzati (il 4,5%) e quanti sono stati ricoverati in terapia intensiva (lo 0,43%). È logico sospettare che se il tampone è stato fatto ai pazienti gravi sino a 45 cicli ben pochi morti siano stati dichiarati non contagiati da coronavirus. Discorso analogo va fatto per il 4,5% dei contagiati da ospedalizzare più il 0,43% di quelli da terapie intensive.

Partiamo dall’esempio più semplice: su 1.000 contagiati giornalieri è certo che 950 sono asintomatici e secondo logica non sono in pericolo di vita (dichiarazione del prof. Burioni confermata dal Commissario Arcuri in un’audizione al Senato). I 45 ammalati “veri” sono a domicilio o ricoverati in ospedale e poco più di 4 sono ricoverati in terapia intensiva. Sarebbe fondamentale conoscere quanti di questi muoiono e quanti guariscono. Un’informazione di grande importanza, molto facile da attuare, sarebbe la segnalazione con la diagnosi di contagiato, del numero massimo di cicli programmati sulla macchina e ancor più del numero di cicli di soglia CT all’arresto della macchina stessa con l’individuazione del virus.